L'industria dell'auto continua a produrre modelli che diminuiscono i consumi e le emissioni di CO2, l'Unione Europea crea leggi per spingere il consumatore verso modelli più “green” e la speculazione fa salire il prezzo dei prodotti petroliferi per ottenere lauti guadagni, ma tutto questo che effetti ha sui consumi del nostro paese? Non resta che osservare i dati e metterli a confronto. Abbiamo raccolto quelli degli ultimi nove anni ed abbiamo scoperto che, nonostante la grande crisi, non possiamo certo dire di trovarci di fronte ad un crollo.
L'unico derivato del petrolio in costante discesa è la benzina che in nove anni è passata da 16070 migliaia di tonnellate del 2002 alle 9982 del 2010 con una diminuzione del 40%, mentre il gasolio nello stesso periodo è aumentato da 21511 a 25272 con un più 17%. Rimangono pressochè costanti i consumi di Gpl. Andando a sommare tutti gli elementi arriviamo ad un consumo totale di 38894 (000/tonn) nel 2002 contro il dato di 36477 del 2010 con una diminuzione quantificabile nell'ordine del 6%. Consideriamo comunque che in questo periodo l'immatricolato italiano ha continuato ad aumentare. Abbiamo veramente raggiunto il picco dei consumi petroliferi da autotrazione?
Enrico Valle.
Fonte: dati Ministero dello Sviluppo Economico




















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