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Per un mercato dell'auto a singhiozzo

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"Investo si.. ma anzi no.. va bene, magari si.. invece no". E' ovvio che una roulette russa di indecisione da parte del gruppo automobilistico più grosso d'Italia non favorisce la ripresa del mercato dell'auto. Dietro l'azienda più antica e gloriosa della Regione Piemonte ci sono altre piccole realtà, concessionari e più in generale un mercato che da sempre vive di produzione e vendita di automobili.

L'ultimo terremoto, almeno dal punto di vista mediatico, lo abbiamo visto subito dopo la sentenza del Tribunale di Torino sul ricorso presentato dalla Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, in merito alla richiesta di annullare la Newco Fabbrica Italia. Una sentenza che da una parte respinge tutte le richieste del sindacato e dall'altro chiede all'azienda di garantire la rappresentanza tra i lavoratori anche di chi ha deciso di non firmare un accordo che non riteneva equo. Una sentenza dunque che nei fatti è largamente a favore della Fiat, ma che il gruppo non ha ben digerito.

Succede dunque che l'azienda solamente 40 minuti dopo il pronunciamento del giudice emette un comunicato nel quale fa comprendere che non sono poi così sicuri gli investimenti a Mirafiori e Grugliasco. Basta poco così per rimettere in discussione tutte le certezze che operai, sindacati e politici avevano dichiarato nei mesi scorsi.

A Mirafiori e Grugliasco ancora non sono cominciati i lavori per adeguare le linee esistenti alle nuove produzioni e i sindacati "antagonisti" sollevano dubbi sulle reali intenzioni di investimento di Fiat. Una situazione così poco chiara non facilita la ripresa economica del settore.

Gioele Urso.

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