Al peggio non vi è proprio limite. Un pensiero condiviso da ogni automobilista quando si tocca il tasto carburante, un pensiero che diventerà ancora più universalmente condiviso dopo le modifiche ai prezzi di benzina, metano e gpl in programma nel nostro Paese e a livello europeo.
Il primo campanello d'allarme lo hanno lanciato qualche giorno addietro due associazioni a difesa dei consumatori: Federconsumatori e Adusbef. In una nota le due associazioni dicono: "La benzina oggi registra nuovi record, sfiorando al Sud quota 1,70 Euro al litro, grazie anche alle geniali misure del Governo: ripetuto aumento delle accise e dell’IVA al 21%, nonché sulla spinta delle inaccettabili speculazioni in atto durante lo sciopero".
Il conto di quanto dovranno spendere in più le famiglie lo fanno sempre Federconsumatori e Adusbef: "Le ricadute per i cittadini sono pesantissime: rispetto al 2010 i maggiori costi diretti sostenuti dagli automobilisti sono di 360 Euro annui. A cui si aggiungono le inevitabili ricadute inflazionistiche, pari a circa 285 Euro annui, per un totale (costi diretti + indiretti) di 645 Euro a famiglia".
Se in Italia va male in Europa non si sta meglio: il gpl infatti avrà un aumento del 46% circa. La crescita del costo del carburante non avrà ripercussioni ovviamente solo sugli automobilisti, ma anche sui riscaldamenti delle abitazioni. In generale ad aumentare saranno i carburanti perché l'Unione Europea potrebbe approvare il via libera ad una nuova accisa minima per le fonti energetiche da applicare dal 2013 con un continuo innalzamento fino al 2023. I costi potrebbero diventare: benzina 1.531 euro al litro; gasolio 1.674 euro al litro; gpl 1.153; metano 1.616.
Gioele Urso.




















